Rispetto per l’ambiente e per la sicurezza e la salute delle persone. Un impegno chiaro e concreto per noi di iMax. Tutti i giorni.
Non ci può essere vera ricerca della qualità assoluta nel proprio lavoro senza un contemporaneo rispetto per l’ambiente in cui viviamo e per la sicurezza e la salute delle persone. Noi di iMax ne siamo profondamente convinti. E per questo ci muoviamo, nel nostro agire quotidiano, con una reale attenzione a questi principi chiave.
Ecologia ed energia determinano sempre di più tutto il nostro modo di vivere. Occorrono edifici a più alto rendimento energetico e capaci di sfruttare al meglio materiali di riciclo, sia nella costruzione che nell’esercizio. Con la nuova generazione di calcestruzzi leggeri ad alte prestazioni che abbiamo messo a punto, noi di iMax rispondiamo già a queste necessità in modo concreto, permettendo innanzitutto di riciclare la plastica come “materia seconda”, con grandi vantaggi ecologici ed economici. Le normative comunitarie richiedono alle imprese edili l’utilizzo di una percentuale di materiale riciclato nelle nuove costruzioni. I nostri prodotti consentono di rispettare queste norme con prestazioni superiori in termini di isolamento termico, acustico e magnetico, e costi uguali o inferiori ai materiali più classici.
Oltre che all’ambiente, operare in questo modo per noi vuol dire essere attenti anche alla salute e alla sicurezza delle persone. Le persone che utilizzeranno, che vivranno in queste costruzioni come le nostre persone, gli operatori che in queste costruzioni hanno lavorato per portare la tecnologia iMax. Una tecnologia e processi operativi sempre più rispettosi della loro sicurezza e della loro salute: con i nostri impianti automatizzati su autobetoniera, infatti, non ci sono macchinari in movimento scoperto, né polveri di cemento, né materiale da stoccare in cantiere e smaltire per i nostri operatori.
Tutto questo per noi significa rispetto, un concreto rispetto. Che si unisce al nostro principio base, la lealtà professionale verso chi si affida a noi. Perché il nostro lavoro parla di noi. È li da vedere.